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Blog di Patrizio Fergnani da Ferrara. Si parla dei libri che ho pubblicato, di Africa dove c'è un pezzo importante della mia famiglia...e altro: con calma, nei tempi e nei modi che una famiglia numerosa, vivace e "flessibile" mi permettono.
87
Il testo è questo:
Ho ritrovato un libro che temevo di aver perso:
"Frammenti" di Novalis, edizione tascabile del
1976, tenuto insieme da un nastro adesivo di carta sul dorso.
Vedo
che i frammenti sono tutti numerati: vado a vedere il n.86,
in cerca di ispirazione. Eccolo: "I concetti universali
essere, diversità, ecc. hanno avuto la stessa sorte della filosofia
ecc.: ciascuno ha fatto di essi quel che ha voluto."
Capisco che devo ripartire dalle carezze, dai gesti concreti e quotidiani, consapevole che Gesù si incontra e non si legge a “frammenti”.
Ora mi rendo conto che "contare" è importante: non potremmo vivere se non avessimo qualcuno su cui fare affidamento nei momenti importanti della nostra vita.
Ognuno di noi sa dove trovare la forza per andare avanti e sa che, altrettanto, può essere un punto di appoggio per altri....almeno, IO CI CONTO!
84
In un attimo si passa dall'esaltazione all'aggressione: succede oggi come ai tempi di Gesù. l'83 richiama il maltempo che potrebbe anche essere utile a "purificare l'aria", chissà...
Chi vuole può leggere qui il testo della "Fantasticheria" su La Voce di Ferrara-Comacchio , esattamente un anno dopo che ho iniziato questa avventura.
(più sotto trovate il link alla canzone di questa settimana: si trova solo su YouTube).
Secondo la smorfia napoletana, 83 indica
il maltempo: esattamente la situazione che Luca ci racconta questa
settimana. Quando Gesù parla e svela ipocrisie, contraddizioni,
chiusure mentali di vario genere, il cielo, metaforicamente, si
rabbuia e si intravedono lampi e tuoni. In un attimo si passa
dall'esaltazione all'aggressione: è successo a Gesù e succede oggi.
Penso a tanti che lavorano per gestire la pandemia: sono stati
esaltati come eroi nel periodo di “Andrà tutto bene” e da
qualche tempo, invece, capita che vengano anche aggrediti sul posto
del lavoro.
Qui la canzone di Mauro Lusini (autore, fra l'altro, di "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones")
Il testo integrale, pubblicato sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio
Nel 1982 ero alle prese con l’obiezione di coscienza al servizio militare. Presentata la mia dichiarazione aspettavo di essere chiamato da qualche autorità per valutare la fondatezza delle mie intenzioni. Quando mi hanno convocato al Comando dei Carabinieri di Pontelagoscuro ero prontissimo: da Gesù a Gandhi, passando per Aldo Capitini, Don Milani e Pietro Pinna (ferrarese, primo obiettore di coscienza italiano per motivi politici) mi ero costruito basi solide per sopportare l’interrogatorio. In realtà è stato tutto molto amichevole: abbiamo finito confrontandoci sul ruolo dei cappellani militari e sulle iniziative umanitarie di diversi sacerdoti ferraresi dell'epoca.
Allora, come oggi, parlare è facile: quello che cambia il mondo è il comportamento. Luca all’inizio del suo Vangelo afferma di essersi preparato bene raccogliendo documenti e testimonianze dirette: ciò gli consente di descrivere la situazione di Gesù nella Sinagoga di Nazareth, di come, dopo lo stupore iniziale, verrà allontanato tentando anche di buttarlo giù da un precipizio. La predicazione di Gesù è realizzata nella sua testimonianza, nei miracoli, nella vicinanza agli ultimi, nella sua morte da innocente e nella sua risurrezione. Vengono i brividi a pensarci, mentre provo a trasformare le dichiarazioni in realtà vissute. Dall’82 sono passati quarant’anni: è tempo di Bilanci ma anche (cambio di consonante iniziale) di Rilanci. Oggi è sempre il giorno per ri-cominciare.
Tutti parlano di tante cose, noi diciamo: “Give peace a chance” (J.Lennon e Y.Ono)
A seguire il testo della "Fantasticheria" numero 81
81
Giovanni ci dà un dettaglio interessante sulle nozze di Cana: parla di anfore “contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri”. Consultate le mie fonti ho scoperto che la sesta anfora conteneva esattamente 81 litri.
Il vino, che prima era acqua, scorre abbondante: segno dell’attenzione di Gesù e di sua madre Maria per la festa che va alimentata nel migliore dei modi. Così Gesù manifesta la sua gloria, certifica che fare festa insieme è già un assaggio di paradiso.
Tutto ciò è possibile grazie agli sposi che hanno invitato ed accolto alla loro festa Gesù, sua madre e un bel gruppo di discepoli.
Oggi, casualmente, sono arrivato alla pagina 81 del libro che sto leggendo. Si tratta di “Distillare o essere distillato”. Il protagonista del racconto autobiografico, straniero, giovane studente a Ferrara, di religione ebraica (subirà anche la deportazione a causa delle leggi razziali), aveva trovato amicizia e sostegno presso una famiglia ferrarese.
A pagina 81 si riporta che nel 1965 scrisse all'amico Alighiero Paparella : "Vi giungerà il mio pensiero e vi ringrazierò un'altra volta per i molti inviti che mi avete esteso per celebrare le varie feste con voi tutti. Ricordo i bigliettini sul piatto di ognuno…"
A Cana, a Ferrara e in tanti luoghi del mondo si è fatta e si fa continuamente l'esperienza di festa che ha il sapore di comunità: la conferma dei sentimenti profondi che ognuno di noi prova. La canzone di questa settimana, stimolata dal ricordo delle tante feste di nozze a cui ho partecipato, è “Per dirti t’amo” di Pierangelo Bertoli
Non è facile convivere con le contraddizioni della mia vita, è “qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto” secondo una canzone scritta al tramonto degli anni 80.
80 è proprio il numero del primo contributo del 2022 alle “Fantasticherie sul Vangelo della domenica” pubblicate su La Voce di Ferrara-ComacchioIo 80 speranza e, contemporaneamente, 80 preoccupazione.
È la stessa
alternanza di sentimenti che vedo negli sguardi delle persone che incrocio in
questi giorni di festa: la disponibilità all'incontro, al cambiamento, alla
fiducia nel futuro si scontrano con la prepotenza, la chiusura e i tentativi di
arraffare il massimo che il presente può offrire.
Inoltre la
permanenza del Covid continua ad alimentare le divisioni fra persone, comunità,
popoli: una situazione che accentua le contraddizioni della mia vita, “qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto”
secondo una canzone scritta al tramonto degli anni 80.
Sentire
sulla propria pelle il peso dei contrasti quotidiani era forse lo stesso stato
d’animo di chi, in fila per farsi battezzare da Giovanni, ha avuto accanto
Gesù. Provo a entrare in sintonia con chi ha vissuto quel momento in cui, nel
popolo e fra il popolo, è avvenuto un fenomeno straordinario.
Per me, oggi,
è l’indicazione di una strada da percorrere: Giovanni e Gesù, che pagheranno di
persona le nostre contraddizioni e cattiverie, testimoniano che la sofferenza è
inevitabile ma non rappresenta l’ultima destinazione.
E io, che 80 incertezza, scopro che 80 consapevolezza: la fiducia autentica e l'impegno costante per gli
uomini, la natura e la società sono gli atteggiamenti e i comportamenti che ci
possono unire e salvare. Mi sembra che valga per tutti, credenti e non.
La canzone
citata nel testo è “Amandoti”: consiglio esclusivamente le versione dal vivo dell'autore
Giovanni Lindo Ferretti
Buon Natale, ecco il testo.
79
Maria va da Elisabetta per aiutarla in vista del parto: alcune fonti confermano che rimase con lei per 79 giorni. Un periodo ricco di solidarietà fra due donne entrambe in attesa di un figlio. Immagino Maria, più giovane ed Elisabetta più avanti negli anni: quasi le vedo mentre si scambiano esperienze, desideri e sogni con tenera tenacia. Insieme fanno fronte ai vari problemi che ogni giorno si presentano: probabilmente hanno inventato un sistema di simboli da utilizzare per permettere a Zaccaria (che era diventato muto) di comunicare in modo efficace.Si può ipotizzare che abbiano messo in atto una versione “0.1” della Comunicazione Aumentativa Alternativa.
Ci viene regalato, così, un momento di vita domestica nei giorni in cui è avvenuto il primo contatto fra Giovanni e Gesù: un rapporto che si potrebbe definire "di pancia", destinato a evolversi in condivisione di cuore, cervello, vita al servizio della Parola di Dio incarnata.
Quest’anno il giorno n.79 era sabato 20 marzo: cerco in quel giorno lo stesso profumo di realtà semplici come quella del Vangelo di questa settimana, convinto che tutti possiamo esclamare con Elisabetta davanti alle benedizioni che riceviamo. Mi sembra di trovarne traccia nel bambino che da una settimana era in affido a casa nostra: lui, nonostante le notti agitate, era il dono da proclamare e custodire.
Propongo “Tutto cambia”, versione italiana di “Todo Cambia” di Mercedes Sosa: l’ho ascoltata dal vivo in questi giorni nella versione di Ginevra Di Marco.
Da questa "Fantasticheria" mi lascio guidare dai numeri. Chi vuole seguirmi si prepari: da 78 andremo fino a 100, poi si vedrà.
Come sempre siamo su La Voce di Ferrara-ComacchioEcco il testo
78
Fantasticheria numero 78: l’occasione per cercare fra i numeri gli spunti per muovere i pensieri. Inizio oggi col 78: arrivati al 100 dovremo trarre le dovute conclusioni.
Rivedo il 1978, l’unico anno che ho vissuto con questo numero. Un anno incredibile per noi italiani: Moro, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Leone, Pertini, Peppino Impastato...la lista è lunga e ognuno può scegliere il proprio riferimento per metterlo davanti a Giovanni Battista nel Vangelo di questa settimana. Lo incontriamo in un momento tranquillo, non grida, anzi: con molta pazienza e saggezza risponde alle richieste di diverse persone. Lui non è il Cristo ma lo anticipa e invita tutti a vivere con onestà e disponibilità. Questa consapevolezza arriva fino a noi, oggi. Ho approfondito per motivi professionali la riforma sanitaria che, guarda caso, fu emanata nel ‘78: è quella ancora in vigore, attualizzata ma mai sconvolta. Ha certamente dei limiti ma, grazie al principio dell’universalità, è quella che, secondo me, ci sta permettendo di trovare una possibile via d’uscita dalla pandemia. Mentre aspettavo davanti al monitor il mio turno per la terza dose del vaccino ho potuto apprezzare quanta gente stava facendo il proprio dovere a servizio del bene comune. Ripeto, non tutto è perfetto, ma possiamo dirci fortunati: sono convinto che tanti, credenti e non, stiano seguendo l’invito di Giovanni Battista facendo il proprio dovere e anche di più.
La canzone che ricorda il ‘78 è, ovviamente, “I Cento Passi” dei Modena City Ramblers.