“Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.”
Un sabato al mese aiuto a preparare, servire la cena e rimettere a posto la sala alla Mensa di Viale K. Quando c’è abbastanza frutta disponibile mi piace preparare la macedonia e proporla alle persone a cui allungo il vassoio con la cena. Con alcuni ormai ci si conosce: parlando con loro ho capito che la dignità di ogni persona vale più delle circostanze che hanno portato ad essere da una parte o dall'altra del bancone da cui si distribuisce il cibo.
Recentemente sono andato a pranzo il giorno in cui il servizio era garantito da alcune classi dell'Istituto Vergani. Era un’occasione unica (che forse si ripeterà): ragazzi e ragazze, con gli abiti e lo stile di quella che sarà la loro professione, cucinavano e servivano ai tavoli.
Anche loro, come facciamo noi, hanno verificato cosa c’era disponibile in dispensa e nella cella frigorifera, organizzando, insieme agli insegnanti, un menù semplice, completo e ben curato. La loro presenza ha dato risalto al miracolo quotidiano delle mense solidali in cui, prodotti invenduti vicini alla scadenza, diventano buon cibo: la macedonia era quasi come quella che preparo io (ovviamente era molto meglio!).
Quello uguale a sempre era il pane, il tema di questa domenica: il pane del giorno prima, recuperato da fornai e supermercati.
Riceverlo e spezzarlo in quel contesto mi ha fatto riscoprire il desiderio di unire quotidiano e straordinario: farne vita, fede e comunità.
