A volte la grandiosità di quello che ci si trova davanti o di quello che ci viene proposto è talmente ricca da lasciare un po' frastornati (almeno a me succede così).
Fra tempi straordinari e ordinari le esperienze vissute aiutano a rimanere in ricerca nel
grande affresco della vita di cui facciamo parte.
#passa_Parola n.80 si legge, come ogni settimana, sul giornale La Voce di Ferrara-Comacchio e viene riportato integralmente qui di seguito: basta un minuto.
“Acclamate il Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza.”
Quaresima, Pasqua, Tempo Pasquale, Ascensione, Pentecoste, Santissima Trinità, Corpus Domini: le tappe della proposta liturgica della Chiesa raccontano una ricchezza incredibile di stimoli.
È una sovrabbondanza tale che mi sento frastornato dalla grandiosità: come davanti a un limpido panorama di montagna riesco solo ad avere uno sguardo generale senza riuscire a cogliere i dettagli che lo compongono.
Così il tempo liturgico che riprende adesso (non a caso chiamato “ordinario”) può aiutarmi a entrare di più nelle pieghe dello splendore che attira il mio sguardo.
Ecco, allora, il salmo 99 che mi prende per mano e mi dice una cosa molto semplice: non è necessario capire tutto, voler cogliere i dettagli; quello che veramente conta è presentarsi davanti al Signore con esultanza, capaci di acclamarlo e servirlo nella gioia.
È ancora fresco il ricordo dell’ultimo fine settimana in cui ho partecipato all’Assemblea dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose: domenica, per chi era interessato, c’era la Messa in una calda palestra. Nonostante l’afa molti bambini ballavano seguendo i canti ritmati che avevamo scelto, alcune mamme allattavano durante l’omelia e diversi papà, fratelli e sorelle maggiori camminavano tenendo in braccio i più piccoli.
Eravamo lì, davanti al Signore: piccoli dettagli di gesti di gioia e servizio, con il colore dell’esultanza nel grande affresco della fede nella vita di cui facciamo parte.

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