Quando ho scritto #passa_Parola n. 72, perché fosse pubblicato sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio del 17 aprile, non si era ancora scatenata l'ira scomposta del presidente pro-tempore degli Stati Uniti nei confronti di Papa Leone XIV.
Quello che sta succedendo conferma che “vivere quaggiù come stranieri” è ancora una grande sfida. In ogni caso è sempre più chiaro che chi detiene il potere e sfrutta i poveri, alimentando violenza, guerre e devastazioni, non può pensare di farlo in nome di Dio.
Ecco il testo integrale.
“Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.”
So che le letture domenicali tornano ogni tre anni, perciò controllo cosa ho scritto nel 2023 (nella rubrica “Il Foglietto in tasca”) per evitare di ripetermi: quando me ne accorgo cambio brano. Recentemente, però, ho ripubblicato lo stesso identico pezzo di tre anni fa: siccome tutti i contributi sono pubblici e riportati sul mio blog https://pieffe.blogspot.com, se qualche lettore o lettrice vuole verificare può farlo tranquillamente.
Ora, però, ripropongo la stessa frase dalla prima lettera di Pietro con un commento diverso: a distanza di tre anni è ancora più difficile vivere “quaggiù come stranieri”. Dio viene sempre più invocato per la guerra e chi cerca la pace si trova inascoltato, ai margini della società.
Per fortuna proprio in questi giorni Papa Leone XIV, parlando al Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei, ha detto parole chiarissime su quale deve essere il comportamento di chi vuole vivere nel vero “timore di Dio”. Eccone alcune.
“Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli.”
Chissà cosa scriverò fra tre anni.









