Da qui parte #passa_Parola n.74, alla ricerca del senso di una nuova specie di peccato molto presente ai giorni nostri: mi piacerebbe sentire l'opinione dei lettori del settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio e di questo blog.
“Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni.”
Domenica scorsa mi è uscita questa frase “ho molto peccato in pensieri, parole, opere ed emissioni” e mi sono reso conto di avere individuato una nuova categoria di peccati.
Lancio da queste pagine l’invito ad una riflessione sul peccato di emissione: non sostituirà l’omissione su cui andrà potenziata la riflessione per renderlo presente ad ogni credente.
La nuova specie del peccato di emissione si divide in due tipologie: contro il dono del creato e contro il dono delle relazioni umane. La prima mi sembra evidente, la seconda è più subdola: si manifesta quando la convivenza è avvelenata da atteggiamenti di esclusione, prepotenza, ignoranza. Facendoci caso ci si accorge che vengono emesse vere e proprie emissioni negative che impediscono il dialogo.
La base teologico-morale andrà approfondita dagli esperti per arrivare a vere e proprie domande per l’esame di coscienza. Ecco alcune proposte a caldo.
Contro il dono del creato: uso mezzi inquinanti quando posso muovermi piedi o in bici? Tengo i miei soldi in banche che finanziano industrie inquinanti e/o che producono armi? Uso la plastica quando potrei farne a meno?
Contro il dono delle relazioni umane: ho emesso giudizi o sentenze su altre persone senza essermi adeguatamente informato ? Ho alimentato il pettegolezzo? Ho usato i social per provocare, etichettare, offendere?
Contro entrambe le tipologie: compro prodotti realizzati con lo sfruttamento del lavoro e trasportati con mezzi inquinanti?









