"Mentre scrivo gli occhi e gli
orecchi mi regalano nuvole scure e tintinnio di pioggia battente; con
Paolo cerco anche nel cuore l’alternativa al grigiore: la strada
nuova è quella di abbandonarsi all’amore che non spiega ma
accoglie e abbraccia."
L'avventura di #passa_Parola, sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio, è arrivata al n.63: si può leggere anche qui di seguito
«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Paolo
scrive ai Corinzi e, per spiegarsi meglio, modifica una frase di
Isaia (64,3) rendendola più vicina alla sensibilità di chi ha già
incontrato Gesù. Isaia parla solo di occhio e orecchio, Paolo
aggiunge il cuore; Isaia richiama l’azione di Dio per chi confida
in lui, Paolo evidenzia le meraviglie preparate da Dio in un rapporto
di amore.
Non è un semplice cambio di parole: è una
prospettiva totalmente diversa.
Paolo conferma che il
cristianesimo è un rapporto d’amore personale e reciproco con Dio
Padre, Figlio e Spirito Santo; non è una semplice adesione ad una
“dottrina” con precetti più o meno condivisibili.
Non so se
questa interpretazione è corretta: so che validi teologi leggono
queste righe, confido in un loro richiamo nel caso fosse necessario.
Oggi con
Isaia gli occhi e gli orecchi mi regalano nuvole scure e tintinnio di
pioggia battente; con Paolo cerco anche nel cuore l’alternativa al
grigiore: la strada nuova è quella di abbandonarsi all’amore che
non spiega ma accoglie e abbraccia. È il mistero della bellezza e
imperscrutabilità di ciò che Dio ha preparato per coloro che lo
amano perché hanno scoperto di essere amati.
Il cammino è già
indicato sulle orme di Gesù, mano nella mano con lo Spirito che
“conosce bene ogni
cosa, anche le profondità di Dio.”









