Buona Pasqua 2026, da me, dal mio collo e dai miei occhi (e da San Paolo): alla ricerca delle "cose di lassù".
#passa_Parola n. 70 è sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio della domenica di Pasqua e si può leggere anche qui.
“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.”
Scrivo queste righe otto giorni prima di Pasqua: vorrei che fossero l’augurio per una Pasqua di vera resurrezione ad ogni persona che avrà la pazienza di leggerle.
Dopo aver scelto la frase dalla Lettera di San Paolo ai Colossesi (che verrà letta nella messa del giorno di Pasqua) sono uscito per andare a fare la spesa a piedi nel supermercato vicino a casa: appena sceso in strada ho tirato fuori il cellulare per guardare messaggi, verificare notizie e “scrollare” in modo compulsivo sui social.
Ad un certo punto il mio collo mi ha detto “Fermati! Non senti quanto sto soffrendo a stare piegato per farti guardare in basso? Cosa stai cercando? Alza lo sguardo e renditi conto che oggi è una bellissima giornata.”
Era la prima volta che mi parlava in modo così esplicito, così ho deciso di dargli retta. In effetti, muovendo il collo in senso opposto, ho potuto ammirare un cielo azzurro senza nuvole e senza aerei. Ho potuto assaporare una giornata limpida che ha allontanato il maltempo dei giorni precedenti.
Nel pieno delle contraddizioni di chi proclama le parole di San Paolo e poi si comporta all'opposto, ho capito che “le cose di lassù” si cercano nella coerenza e nella disponibilità di stare davvero fuori dal sepolcro: la vita di ogni giorno è già (qui e ora) un ponte che ci accompagna “lassù” nella pienezza dell’incontro con Gesù risorto.
Buona Pasqua 2026.









