16 gennaio 2026

#passa_Parola n. 59

La seconda lattura di questa settimana (quando riprendono le pubblicazioni del settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio dopo la pausa natalizia) riporta il saluto che San Paolo rivolge ai cristiani di Corinto.
A sentirlo proclamare durante la messa mi è sempre sembrato un testo con molta forma e poca sostanza: in realtà leggendolo in anticipo, con la dovuta calma e partecipazione interiore, ho scoperto una grande ricchezza di spunti.
#passa_Parola,  oltre che sul giornale di carta si può leggere anche qui di seguito.

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!”

Metto tutto il testo della lettura tratta dalla prima lettera di San Paolo ai fedeli di Corinto: ho sempre fatto fatica a cogliere il contenuto spirituale in mezzo ad una formula di saluto. Per fortuna, grazie a questa rubrica, sono costretto a leggere i testi in anticipo, così ho scoperto una ricchissima esperienza di chiesa viva.

Paolo e Sòstene ci inviano la grazia e la pace che vengono da Dio Padre e dal Signore Gesù. 
Il saluto, rivolto inizialmente ai Corinzi, è subito allargato a chi è stato santificato in Cristo Gesù e poi “a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro”. Ci siamo tutti nell'indirizzo di questa lettera.

Per ricevere il dono di grazia della santificazione in Cristo Gesù non è necessario avere in tasca tessere di gruppi esclusivi: il dono è gratuito; dato una volta per tutte richiede la sola disponibilità di un cuore semplice e aperto. 

Condivido coi Corinzi l’emozione di sentire spiegare il saluto e l'annuncio: una lettura “su misura” che ognuno di noi può gustare partecipando alla Messa nella sua comunità di appartenenza. 
Un modo bello e semplice per rientrare nel tempo ordinario dell'anno liturgico.



 

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