24 febbraio 2026

#passa_Parola n.64

 

Tra abbuffate e digiuni l'esperienza quotidiana oscilla nella ricerca di un equilibrio: una ricerca che, anch'essa, si muove fra entusiasmo e delusione. 
Anche i salmi penitenziali "finscono in gloria" e la resurrezione è molto più di un'ipotesi campata in aria.
#passa_Parola numero sessantaquattro è sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio e si può leggere integralmente qui di seguito.

«Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso.

Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.»

Devo ancora smaltire pampepati, panettoni e pandori: per fortuna adesso arriva la Quaresima e ne approfitto per mettermi a dieta”; così commentava ieri il mio amico Guido (nome di fantasia). Gli ho prontamente risposto che se ragiona in questo modo è destinato a crollare nuovamente di fronte alle colombe e alle uova di cioccolato.

Tornando a casa ho ripensato al nostro dialogo e ho scoperto che anch'io, che mi ritengo un cristiano “più evoluto” di Guido, ragiono esattamente come lui: vado avanti fra alti e bassi, non solo nel cibo ma anche nella vita spirituale.

Leggo in anticipo il salmo 50 che verrà proclamato nella prima domenica di Quaresima: è famoso e struggente per il suo taglio penitenziale di consapevolezza del peccato. Mi commuovo: anche da bambino, quando lo sentivo cantare, mi dava una particolare sensazione che oggi definirei un “moto spirituale".

In questo momento, però, mi faccio ispirare dall'ultimo verso di gioia e di lode: so già di essere fun peccatore fragile e incostante ma vorrei vivere davvero nella consapevolezza che la resurrezione è già qui. Le “discese ardite e le risalite” della mia vita raggiungono equilibrio nell’incontro con Gesù: con Lui la sofferenza trova senso nella gioia della salvezza, mentre uno Spirito generoso apre le mie e nostre labbra per proclamare la lode infinita.

A Pasqua andrò a mangiare da Giulio.

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