18 settembre 2022

Il Foglietto in tasca n.3

Questa settimana la frase da scrivere sul foglietto da tenere in tasca viene dal profeta Amos, Lui, insieme ad un altro Amos, aiuta la riflessione di questa settimana.

Il testo si trova su La Voce di Ferrara-Comacchio e qui di seguito.

«Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese»

La frase che porto in tasca è all’inizio della prima lettura, dal libro del Profeta Amos. 
Amos è diretto e denuncia gli imbrogli dei potenti che si arricchiscono sfruttando i bisogni della gente, manipolando i prezzi e truccando le unità di misura dei prodotti.

A leggere l’elenco mi vengono in mente tutte le speculazioni in atto sui prezzi dell’energia, sui traffici in borsa, sulle guerre giustificate con scelte ideologiche che mascherano interessi economici di pochi a svantaggio di tanti. Amos è vissuto otto secoli prima di Gesù ma potrebbe benissimo essere un nostro contemporaneo.

Amos, poi, mi porta ai ricordi della mia infanzia, al cortometraggio “Il mio amico Ben” di Walt Disney. Era uno dei brevi filmati che precedevano i film di Natale che puntualmente andavo a vedere accompagnato da mia sorella: ora si può vedere integralmente su YouTube. 
Viene raccontata la storia di Benjamin Franklin, delle sue invenzioni e attività politiche, dimostrando che in realtà sono tutte nate dal topolino Amos che viveva insieme a lui. Persino l’incipit della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti viene proposta dallo stesso Amos.

Mi sembra che la risposta alle ingiustizie e allo sfruttamento possa nascere proprio dall’ascolto dei più piccoli: le persone semplici che mi stanno accanto possono aiutarmi a trovare la strada dell’indipendenza dall’egoismo e dalla sopraffazione. “Ascoltate”, quindi, è rivolto anche a me (a noi?).



 

10 settembre 2022

Il Foglietto in Tasca n.2

La Voce di Ferrara-Comacchio di questa settimana pubblica "Il "Foglietto in tasca"  n.2.
Dal Salmo 50 all'esperienza personale con Paolo, compagno di scuola alle medie diventato Don Paolo: le relazioni sono un regalo da accogliere.

Ecco il testo:

“Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.”

Questa frase del salmo 50 è già nella mia tasca. Domenica 11 settembre la proclamerò nel passaggio dalla sofferenza alla gioia, dalla consapevolezza dei propri limiti alla scoperta che “affidarsi è la strada da percorrere”.
Cercavo fra le letture e mi è saltata agli occhi quando sono tornato dal funerale di Paolo, mio compagno di scuola delle medie. Era alto quasi come me e sua sorella Piera mi ha confessato che, quando mi ha intravisto in chiesa, di spalle, con la postura un po' piegata in avanti tipica di noi spilungoni, ha avuto un momento di sbandamento vedendo in me suo fratello. Le ho risposto che certamente Paolo era in me e in noi che condividiamo con lui il desiderio di una vita piena. 
È così che ero già nel percorso del Salmo 50: un sentiero difficile ma ricco di doni inattesi.

Dopo le medie ho ritrovato Paolo nell’ambito della Chiesa di Ferrara: era diventato Don Paolo e io, da laico in ricerca, trovavo un altro riferimento fra i sacerdoti con cui ho avuto la fortuna di condividere la parte più importante della mia crescita umana e religiosa.

Schiettezza, profondità, autenticità e simpatia naturale hanno accompagnato i nostri incontri in una relazione non troppo frequente ma costante.

Il nuovo regalo di Don Paolo sono proprio le relazioni che ho ritrovato con tante persone al momento di preghiera ed al funerale: è la gioia di provare ad aprire le labbra per proclamare la lode di Dio.

 

2 settembre 2022

Il Foglietto in tasca n.1


Il primo numero de La Voce di Ferrara-Comacchio dopo la pausa estiva propone una nuova rubrica  a cui collaboro settimanalmente. 
"Il foglietto in tasca" è un metodo  per conservare e ritrovare frasi significative su cui soffermarsi brevemente e con semplicità.
Ecco il testo del n.1.
Il nuovo appuntamento settimanale "Il foglietto in tasca" nasce da una mia abitudine: quando trovo una frase che mi fa pensare la trascrivo su un foglietto e la tengo in tasca per qualche giorno. Ogni tanto, mettendo le mani in tasca, ritrovo e rileggo la frase.

In questa “seminuova” rubrica sono libero di scegliere la frase da trascrivere tra tutte le letture della domenica.

Questa settimana è presa dalla Lettera a Filemone: “Ti prego per Onesimo, figlio mio, che ho generato nelle catene”.

San Paolo esce dalla statua di marmo dove l’ho visto l’ultima volta e diventa un “amico fragile” (la canzone che sto ascoltando adesso): una persona attenta ai bisogni degli altri e ai diritti dei più deboli. Capace di mettere la sua esperienza e i suoi doni a disposizione.

Con lui affronto questo autunno che si avvicina: un tempo che provoca attraverso la degenerazione dei rapporti umani, il dissolvimento del patrimonio naturale, la gestione assurda dei conflitti interpersonali e fra nazioni.

Filemone, però, accoglie Onesimo come un dono e non come un impegno.

Per questo, come Paolo secoli fa e come Papa Francesco oggi, posso ancora sperare in un mondo senza schiavi, abitato solo da “fratelli carissimi”.

Ho fiducia, da questo foglietto emerge anche l’immagine di un Onesimo in carne e ossa: rispecchia il suo nome dando assistenza quotidiana al nostro amico Zawadi in Tanzania.

Un ragazzo di 18 anni che si prende cura di un coetaneo disabile: è un po' un figlio mio (nostro?) per cui pregare insieme a San Paolo.


 

26 giugno 2022

104


Questa è l'ultima “fantasticheria”, perciò, mentre Gesù parla alla radio, mi sento autorizzato a dare consigli.
Ringrazio chi mi ha fatto compagnia e resto in ricerca di "segnali di futuro".

Segue il testo pubblicato sull'ultimo numero prima della pausa estiva del settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio

                                                        104

In questa fantasticheria n. 104 Gesù, dopo averci rimproverato quando vogliamo incenerire chi non la pensa come noi, è ospite di una trasmissione radiofonica: ogni tanto mandano in onda i vocali degli ascoltatori e lui risponde. La pubblicità e le canzoni del momento impongono tempi stretti: le risposte, perciò, sono rapide e sintetiche. 

La maggior parte degli ascoltatori usano la radio come un sottofondo mentre guidano o lavorano: le considerazioni del Messia passano senza lasciare traccia. Fra quelli che ne capiscono il significato profondo solo alcuni decidono di mettersi in gioco. È la stessa situazione della parabola del seminatore. Per quanto mi riguarda è quello che mi capita a messa: cerco di ascoltare ma poi la mente si aggroviglia e fatico ad essere davvero presente.

Per fortuna, da quasi un anno e mezzo, grazie a questa "sfida" settimanale, sono provocato a leggere e rileggere in anticipo il vangelo della domenica, a lasciarlo sedimentare fino a diventare lo stimolo per un piccolo viaggio.

Questa è l'ultima “fantasticheria”, perciò mi sento autorizzato a dare consigli. Mi limito a uno solo: leggere e rileggere il Vangelo è un antidoto efficace contro l'incapacità di ascolto di cui siamo pervasi; non a caso è un invito che la Chiesa propone con insistenza. Io sono stato "costretto" a farlo sperimentando anche un collegamento inatteso con tante persone che mi hanno fatto sapere che mi seguivano. Un piccolo modo per creare relazioni che, forse, è il regalo prezioso dello Spirito in questo tempo. Saluto cantando “See you later, alligator”


18 giugno 2022

103

Tra primo e penultimo: il sapore speciale che passa attraverso gli incontri.
Don Alessandro, Irene, Matteo, Corrado, The Sun: la festa, gli incontri, la comunità, la testimonianza che scardina i pregiudizi. 

La Fantasticheria n. 103, pubblicata  su La Voce di Ferrara-Comacchio di questa settimana, si può leggere qui di seguito.


                                                       103
103 è un numero primo ed è anche il penultimo di questa rubrica: evoca l’incertezza di etichette e previsioni.
Immagino gli Apostoli che, dopo aver sfamato 5.000 uomini, discutono fra loro e confermano che la vita propone continuamente situazioni inattese, a volte belle sorprese.
Sono andato alla giornata conclusiva la festa della Parrocchia di Malborghetto: ci tenevo a ritrovare il filo che, passando attraverso un piatto di cappellacci, collega San Maurelio e Rock a Fè . 
Il video del ricordo di Don Alessandro ha aperto grandi brecce emotive. 
Ero pronto per godermi le canzoni e la voce di Irene Beltrami accompagnata da Matteo Tosi e da Corrado Calessi: 3 persone la cui conoscenza, storica o recente, è condita con simpatia e tenerezza . Vederli e sentirli ha confermato la bellezza della serata.
Dopo di loro era il momento dei “The Sun”, il clou della festa. 
Avevo evitato di ascoltarli o di leggere qualcosa in anteprima per non farmi condizionare. 
In realtà avevo un pregiudizio verso i gruppi musicali orientati dal punto di vista religioso: temevo sorrisi di circostanza o dichiarazioni preconfezionate. 
Invece mi sono trovato di fronte a uomini veri, capaci di mettersi a nudo davanti al pubblico e di dare una testimonianza autentica condita con ottimi testi e musica ad altissimi livelli. 
La dimostrazione di una fede profonda, capace di contagiare chi li vede ed ascolta. Credo di aver vissuto lo stato d'animo di chi, dopo aver mangiato il pane offerto dai discepoli di Gesù, si chiedeva da dove venisse quel sapore speciale che aveva potuto gustare.


 

13 giugno 2022

102


 Abbondanza di stimoli: dal grembo al grembiule, da mia madre alla Trinità...passando per l'ortolano che girava fra le case . La Fantasticheria numero 102 sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio

Il testo per chi avrà voglia di leggerlo:

                                                      102

102 è un numero abbondante. Si tratta di un numero naturale minore della somma dei suoi divisori interi (escludendo sé stesso). 102, infatti, si può dividere per: 1, 2, 3, 6, 17, 34, 51. La loro somma fa 114 e conferma che 102 è un numero abbondante.

Da questa constatazione deriva lo spunto da "fantasticheria": quante realtà della nostra vita sono abbondanti e non ce ne rendiamo conto?

In altri passi il Vangelo ci conferma che se siamo pronti a donare ci sarà versata nel grembo "una misura buona, pigiata, colma e traboccante”(Luca 6, 38): più ci svuotiamo nel dare più abbondanza ci verrà donata.

Questo principio, carico di una forza rivoluzionaria che ancora oggi fatica a diventare stile di vita quotidiano, mi appare in immagini della mia infanzia. Rivedo mia madre che scende in strada richiamata dal fruttivendolo che passava nel quartiere col suo camioncino. "C'è l'ortolano, venite donne…patate, cipolle, melanzane…c'è l'ortolano". Mia mamma scendeva veloce lasciando le faccende in cui era impegnata e risaliva col grembiule pieno di verdure.

Il grembo del vangelo diventa il grembiule, una derivazione linguistica che ci consegna un simbolo semplice del servizio di tutti i giorni, un esempio di generosità donata e ricevuta. Forse un richiamo all'asciugatoio che Gesù si lega ai fianchi quando lava i piedi agli apostoli.

A ulteriore conferma dell'abbondanza dei doni di Dio c'è il vangelo di questa settimana: nel mistero della sua vicinanza a ciascuno di noi, Dio "si fa in tre".


4 giugno 2022

101


Da Leopardi a Bruce Springsteen: scrivere, suonare, costruire relazioni nel tempo da vivere fra macerie e progetti.

La Fantasticheria n° 101, pubblicata su La Voce di Ferrara-Comacchio di questa settimana.
Si può leggere anche qui.

                                                     101

“Primavera d’intorno brilla nell’aria, e per li campi esulta, sí ch’a mirarla intenerisce il core”. 

Ricordo un tema alle medie in cui dovevo commentare questi versi de “Il passero Solitario” di Leopardi: provo ad affrontare con lo stesso cuore tenero il numero 101, che arriva nel pieno della primavera.

In questi giorni tra matrimoni, battesimi, funerali, cresime, prime comunioni, la liturgia mi accompagna e la vita quotidiana continua a regalarmi incontri non banali. Mi chiedo se sia questo il tempo dello Spirito o se è solo una coincidenza la presenza costante di persone che mi richiamano il loro esempio di Fede vissuta. Incontro (casualmente?) i familiari dei miei due amici che sono diventati Vescovi e accolgo notizie importanti sulla vita e la morte di persone che certamente sono nell'abbraccio di Dio.

Un amico, che ho appena accompagnato suonando al suo funerale, non ha nascosto le sue fragilità con me e contemporaneamente mi ha messo di fronte ai miei limiti. Grazie a lui ho chiara la facilità con cui ci si difende da chi “disturba”, ignorando che proprio quel disturbo può essere la provocazione a cercare risposte autentiche.

Forse il tempo dello Spirito è quello in cui fra macerie e progetti, croci e sepolcri spalancati, si può ancora “lavorare su un sogno”. “Working on a dream” è il titolo di una canzone e di un intero album di Bruce Springsteen: in questi giorni si parla tanto di lui, anche nei suoi testi si possono trovare spunti per consolidare la ricerca profonda che dà senso alla nostra storia personale e comunitaria.

 

30 maggio 2022

100


Numero 100: come l'Ascensione non è la fine.
Tra impazienza e speranza in buona compagnia, su La Voce di Ferrara-Comacchio di questa settimana di fine maggio 2022.

                            Per leggere meglio il testo:
                                             100

Il numero 100 coincide con l'Ascensione: un traguardo importante, da vivere con pienezza. Gesù, prima di portare i discepoli verso Betania, dà loro le ultime istruzioni e li "mette in pausa": non sarà facile ma dovranno aspettare ancora un po' l'arrivo dello Spirito per proclamare le meraviglie che hanno vissuto. Me li immagino in subbuglio dopo aver ricevuto la benedizione e aver visto Gesù staccarsi e venire portato su in cielo. In spazi ristretti si muovono ansiosi e frenetici nelle preghiere quotidiane, con un velato sorriso che pregusta il momento in cui potranno finalmente essere "in uscita". È la pausa, lo “stand by”, in cui mi trovo anch’io, con la differenza che non ho visto direttamente coi miei occhi Gesù salire al cielo. Vivo l' ansia e la frenesia cercando di conservare la serenità e il sorriso: fra tante incertezze e fragilità so che lo Spirito è già fra noi.

Ne ho avuto la prova in questi giorni salutando Adele Barone. Nei vari incontri con lei ho trovato la conferma che la “bolla” in cui stiamo vivendo è il preludio ad una grande gioia. Il misto di impazienza e speranza in cui siamo immersi trova senso nella conferma che - come chiedeva Adele - la sofferenza non va perduta ed è di beneficio per altri. È così e lo sappiamo: l’entusiasmo con cui Adele cantava, ballava, percorreva le montagne, ragionava sul bene comune e sul futuro del nostro mondo, rimane un dono potenziato dal passaggio nel solco della sofferenza. La vedo insieme a Laura Vincenzi: nella comunione dei santi so che cantano insieme a noi.


22 maggio 2022

99

AVVISO AI LETTORI 😉: le "Fantasticherie" continueranno fino al n. 104 e finiranno con la pausa estiva. Sul n. 99 si potrà leggere di relazioni e ricerca fra il mondo dei giovani e un lontano conoscente che si chiamava Paraclito.

Qui il testo pubblicato questa settimana su La Voce di Ferrara-Comacchio 
La "Fantasticheria" n°99  non è la penultima: con la Redazione abbiamo deciso di andare avanti fino a 104, chiudendo con la pausa estiva. Tutto ciò è compatibile con questo periodo in cui provo a lasciarmi coinvolgere nelle situazioni che mi capitano: se posso, non rinuncio a dire di si. È così che mi sto rendendo conto che c'è sempre bisogno di relazioni autentiche, di ascolto, di arricchimento reciproco: è ancora il tempo di mettersi in discussione con l'umile pazienza di chi sa che la vita è una ricerca continua.

Le lezioni più importanti di questo periodo (forse le più dure da digerire) mi arrivano dal tanto bistrattato mondo giovanile con cui, volente o nolente, ho un confronto quotidiano. Sentirmi ributtare addosso le tante incoerenze di cui sono imbevuto, sul momento mi ferisce, ma poi provo a trasformare "le ferite in feritoie" (una bellissima immagine attribuita a Don Tonino Bello). Chissà se questo sforzo, non sempre compiuto a dovere, è un frutto dello Spirito o è un vano imperativo morale.

Mi consola ricordare un lontano conoscente che di nome si chiamava proprio Paraclito. Morto a 99 anni era stato battezzato con quel nome all'inizio del secolo scorso, secondo le usanze di dare ai figli nomi sentiti in Chiesa.

Figlio di contadini, era diventato infermiere e diceva "Sono il paramedico Paraclito: per quello che riesco curo e aiuto". So che altri, più di quello che immagino, vivono come lui confermando la frase di Gesù “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”. La ricerca continua.


 

14 maggio 2022

98

Glorificazione, amore, stupore, comunità energetiche e "alte vie" nella "Fantasticheria sul Vangelo della Domenica" n.98.
Come sempre su La Voce di Ferrara-Comacchio 
Qui di seguito il testo:

                                              98

Gesù è a tavola coi suoi discepoli: Giuda è appena uscito e c'è tensione e smarrimento.

Di cosa c'è bisogno in un momento del genere? Quale messaggio per chi, come me, è presente a questo momento topico?

Da Gesù arrivano due parole chiare: glorificazione e amore.

In casa mia è arrivato un libro sui “Cammini in Italia”: a pagina 98 si parla proprio di “Alte Vie” da affrontare in modo consapevole: come sempre non è un caso.

Glorificazione e amore possono essere i segnali che ci accompagnano sulle vie che siamo chiamati a precorrere: punti cardinali da cercare ogni giorno nelle sfide che la realtà ci propone.

La glorificazione mi proietta fuori da me: non devo certo glorificare me stesso (non c'è nemmeno un briciolo di materia prima per farlo), ma posso valorizzare quello che vedo nelle tante persone che si dedicano a realizzare un'umanità vera. Glorifico loro e, con loro, chi ce li ha donati.

Mi piacerebbe avere nei confronti delle persone lo stesso atteggiamento che mi anima di fronte ai capolavori della natura e della creatività umana: essere capace di gratitudine e stupore per il dono di ogni uomo e donna oggi, qui, sulle fragili gambe che ci fanno fare un po’ di strada insieme.

Da qui potrebbe venire l'energia per decidersi ad amare in modo autentico e gratuito, generando un circolo virtuoso che si autoalimenta.

Sogno una “comunità energetica” nutrita da fonti rinnovabili che nascono dentro ciascuno di noi: assaporare l’essenziale per fare della nostra vita un cammino di glorificazione e amore sulle alte vie dell’esperienza quotidiana.