20 luglio 2012

...E SONO ANCORA QUI - 2 -, nella Nyumba Ali (la casa con le ali) – Iringa – Tanzania luglio 2012


DUE CALCI A IRINGA E UNO A FERRARA.
Abbiamo portato con noi in valigia dei palloni sgonfi, con la pompa per poterli usare e lasciare qui.
Un pomeriggio io e Nicola siamo andati nel campo vicino alle scuole per dare quattro calci e vedere cosa succedeva.
Dimentichiamo l'erba, ma anche la pianura: il campo è una lunga sequenza di buchi e crepe sul terreno irregolare con polvere mescolata a ghiaia e sassi.
I pali sono due lunghi bastoni più o meno dritti senza traversa.
Mi viene subito da rimpiangere il Parco dell'Amicizia di Viale Krasnodar e prometto che d'ora in poi non mi lamenterò più delle sue condizioni.
Dopo un po' è arrivato Afusi un bambino appena più piccolo fisicamente ma più grande di età di Nicola con un pallone fatto di stracci. E' iniziata subito una sfida a due mentre io restavo in porta.
Poco più tardi è finita la scuola e  il campo si è riempito per una incredibile partita tutti contro tutti e tutti contro me (che ero l'unico portiere e l'unico bianco in campo: Nicola con la saggezza dei bambini vista la confusione si è messo appena dietro la porta intervenendo di rado).
Con un po' di pazienza avrei potuto provare ad organizzare due squadre ma lo spettacolo del gruppone che correva dietro alla palla alzando una polvere stile western anni '60 non meritava interruzioni.
Subito i migliori venivano battezzati Balottelli (famosissimo anche qui: chi ha visto gli europei con la parabola tifava per lui e per l'Italia), un nome che suona anche come riscatto.

Poi è arrivata anche qui la notizia della scomparsa della SPAL. La nuova società che ripartirà da zero può venire qui a trovare giocatori motivati...ragazzi che hanno più da insegnare che da imparare da chi, trasformando il gioco in affari, cancella parte del senso della nostra storia sportiva e sociale.
Credo mandero’ una proposta ufficiale alla nuova dirigenza della SPAL (se esiste, indipendentemente dal nome che avra’).
Potrebbero venire qui e aprire una scuola elementare che al pomeriggio insegna il calcio ai tanti bambini appassionati: tutto cio' costa meno della meta’ di uno scarso giocatore di serie C che viene a chiudere la carriera in serie D a Ferrara.
Gli allenatori delle giovanili ferraresi potrebbero stare qui15 giorni all’anno a formare gli istruttori locali e a verificare i progressi... potrebbe esserci una squadra “SPAL Iringa” e ogni anno 3 o 4 ragazzi potrebbero essere inseriti nella rosa della Spal Ferrara (o come si chiamera’). Anche questo costerebbe poco e darebbe un senso nuovo alla storia della nuova SPAL, una storia di solidarieta’, passione e riscatto.
Asante!

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