25 ottobre 2026

#passa_Parola n.85


La Voce di Ferrara-Comacchio nella nuova veste grafica accompagna #passa_Parola con un sottotitolo: una novità interssante che aiuta la lettura. Questa settimana propone "La pandemia da Covid non ci ha resi migliori. C'è più che mai urgenza di diffondere il virus del Lovid" aggiungo che significa “Amore che identifica”: disarmato e disarmante, donato e donante, liberato e liberante.
Guarisce invece di far ammalare, ce n'è davvero bisogno.

Il testo integrale è qui di seguito:

“E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. "

Domenica 25 ottobre 2020 ero a casa affetto da Covid. Eravamo in cinque della mia famiglia, asintomatici in attesa di tampone negativo: isolati ognuno in una stanza per evitare ulteriori contagi.

Ricordo quel mese come una grande prova: non c’erano vaccini e l'isolamento curava i sintomi lievi e rallentava la diffusione del virus. La paura dell’ignoto faceva il resto: la messa parrocchiale in streaming era una medicina.

Ignoro le grandi prove passate dai cristiani di Tessalonica, ma credo che la recente pandemia vada tenuta in considerazione: tanto più che gli anni successivi hanno dimostrato in maniera evidente che l’idea che ne saremmo usciti migliori non si è affatto realizzata.

C’è davvero bisogno di modelli positivi, di esseri umani capaci di amore concreto e disinteressato. Invece del Covid ci vorrebbe il virus del Lovid che significa “Amore che identifica”: disarmato e disarmante, donato e donante, liberato e liberante. Si può partire da qui, da oggi: non ci vorrà molto che lo scoprano nella Macedonia (almeno in quella che prepariamo il sabato sera alla mensa di VialeK) e nell’Acaia, dove si trova Patrasso la città in cui mio padre fu fatto prigioniero dai tedeschi nel 1943: arriveremo anche lì e nei tanti campi di prigionia ancora diffusi nel mondo. 

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