È uscito il primo numero cartaceo nella nuova veste grafica del settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio : più pagine distribuite con una struttura rinnovata.
La mia rubrica “passa_Parola” si trova a pagina 4 con una bella visibilità nella fascia alta.
Riparto, quindi, da dove ero rimasto: il sottotitolo che è stato aggiunto mi autorizza a “fantasticare sulle letture”.
Inizio con una lettera a San Paolo.
Come da abitudine il testo integrale è disponibile qui di seguito: i soliti 1.500 caratteri che si leggono in un minuto.
“Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.”
Ciao
Paolo, ho preso da poco la residenza a Filippi e, pertanto, sono
diventato un filippeo: uno dei Filippesi a cui hai scritto la
tua bella lettera (qualcuno che vive lontano da qui, dice che sono
diventato un filippino ma non so nemmeno cosa voglia dire).
La tua presenza mi aiuta a tirare avanti ogni giorno fra le incombenze della famiglia e del lavoro. E dura, ma ti confesso che prendersi cura dei genitori anziani e dei figli piccoli mentre si lavora sarebbe impossibile se non ci fosse la presenza fondamentale di mia moglie. Mi piace essere cristiano anche perché ho capito che Gesù (e tu come lui) riconosce la dignità delle donne al pari di quella di noi maschi.
“Tu
lo sai che lavoro e alla sera le mie reni non cantano” dice un
inno che ogni tanto suono con gli amici: anche tu ti mantieni col tuo
lavoro e la tua capacità di testimoniare la fede rasserena i più
deboli come me.
Ti
ringrazio, infine, per aver condiviso con noi anche le tue
tribolazioni. Sono venuto alcune volte a dare una mano per alzarti
dal letto: un piccolo gesto per chi mi ha fatto scoprire lo scopo
vero per cui ogni mattina devo alzarmi dal mio.

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