Nella sua prima lettera Pietro ci invita ad essere "pronti sempre a rispondere a
chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.” Sarebbe bello se avesse specificato cosa dire oppure come comportarsi; se avesse proposto una ricetta chiara, certificata e garantita a cui attenersi. Forse sarebbe stato bello ma sarebbe stato incompatibile col rispetto delle capacità e potenzialità di ciascuno di noi. La ricerca autentica ci rende uomini e credenti adulti: capaci di di essere protagonisti creativi e non esecutori meccanici della nostra vita.
#passa_Parola n.75 è sul settimanale La Voce di Ferrara-Comacchio e si può leggere integralmente qui di seguito.
“Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.”
A questa frase della prima Lettera di Pietro ho dedicato ritiri spirituali, momenti formativi dell'Azione Cattolica (diocesana, regionale e nazionale), ore di confronto in gruppi del vangelo e in chiacchierate con amici e preti (e preti amici). Posso dire che mi ha accompagnato nelle varie stagioni della vita e ora me la trovo ancora di fronte con una freschezza inattesa che scardina il mio desiderio di tranquillità.
Provo a parlarne direttamente con Pietro: “Sicuramente lo sai che compro già da anni i biglietti con la riduzione per gli anziani: non potresti farmi anche tu uno sconto sulle proposte di vita?” E lui mi ha risposto: “Proprio tu, che dichiari di essere sempre in ricerca, chiedi una tregua? Rilassati senza fermarti: lascia lavorare lo Spirito!”
Ho accettato la sfida e mi sono accorto di aver provato a “rispondere a chiunque” principalmente con la classica modalità della discussione, cercando di dimostrare la speranza nella fede attraverso un ragionamento.
Oggi sento che questo stile, soprattutto verbale, forse crea un legame fra gli interlocutori ma difficilmente apre strade di vera conversione.
Allora, forse, la risposta più vera a chi domanda ragione della speranza che è in noi è nei gesti concreti: attraverso le nostre mani la speranza si fa vicina a chi la cerca con sincerità. Meno ragionamenti e più generosità: il tutto, propone Pietro, “sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza.”

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