“Io spero, Signore; spera l'anima mia,
attendo la sua parola.
L'anima
mia è rivolta al Signore più che le sentinelle all'aurora.”
La domenica in cui si leggerà il salmo con la frase scelta per #passa_Parola n.68 coincide col giorno in cui festeggio i miei primi 68 anni di vita.
I numeri spesso mi provocano con giochi che ho sempre ritenuto stimolanti.
Il 68, nel secolo scorso, è stato un anno capace di ridisegnare e rinnovare la storia: farne memoria potrebbe aiutarci a trovare la strada per contrastare la triste deriva bellicista in cui siamo immersi.
Vent’anni dopo, nel 1988, Patti Smith cantava “People have the Power” (la gente ha il potere): bisognerebbe trovarsi davvero (sono passati altri 38 anni) per riscoprire la forza della passione umana; per ribaltare il dominio di pochi costruito sullo sfruttamento di tanti.
Quel numero 8 che si propone più volte mi sollecita: l’ottavo giorno travalica la settimana; è quello della risurrezione di Gesù, l’inizio di una vita nuova di rigenerazione e speranza.
Immagino poi che l’8 (che, come sappiamo si può anche dire “lotto”) si possa stendere e diventare il simbolo dell'infinito: è ancora la tensione oltre il tempo del salmo di questa quinta domenica di Quaresima.
Coi piedi appoggiati alla terra e la testa in ricerca della verità, ripongo la fiducia del cuore nel Signore: so che mi ha già salvato risorgendo dopo la morte in croce. La speranza non è un’illusione e lo sguardo, libero dalla paura, vede già l'inizio del nuovo giorno: il futuro è già iniziato.
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